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di Paolo Paoletti

Non chiamatela ‘radio locale’. Radio Aut era famiglia, era la casa di una comunità che dal 1976 al 2019 ha unito migliaia di ascoltatori. A dimostrarlo è il fatto che, nonostante la chiusura dell’emittente, l’eco di quelle onde in FM continua ancora oggi a farsi sentire, non tramite apparecchiature elettroniche, ma nel cuore di migliaia di fedelissimi sparsi in ogni angolo del globo. Con l’avvento di internet, infatti, Radio Aut è stata in grado di superare i confini regionali e nazionali, consentendo anche a coloro che vivevano all’estero di sentirsi a casa, almeno per qualche ora.

Anche a questo è legato il grande successo, lo scorso sabato 17 gennaio, della presentazione del libro “Radio Aut: 1, 100, 1000 voci“. Un pomeriggio tra ricordi ed emozioni che ha visto un susseguirsi di interventi di alcuni dei conduttori storici e dei tanti ascoltatori intervenuti all’auditorium di Monte San Pietrangeli.

La radio, creata da Giancarlo Guardabassi e da Goffredo e Rosanna Luciani, è stata da sempre un modello nel panorama locale e non solo. Innovativa, aperta, interattiva, è riuscita a raggiungere ascolti molto alti, con una media di 60 mila utenti giornalieri. Si è contraddistinta soprattutto per la sua trasmissione notturna “Buonanotte, anzi Buongiorno”. Ed è qui che Radio Aut ha fatto la differenza. Telefoni aperti “senza filtro” con gli ascoltatori. Le ‘voci della notte’ si incontravano ogni sera per confrontarsi sui temi d’attualità, per chiacchierare, leggere le proprie composizioni letterarie, ma anche solo per scambiarsi un semplice saluto. Una trasmissione che ha rappresentato un aiuto per tanti anziani e non solo, per superare i momenti di solitudine o di malattia.

L’emittente ha concluso le sue tramissioni il 31 dicembre 2019. La notizia generò un grande clamore con migliaia di fedelissimi che si sono sentiti orfani di una storia unica nel mondo della comunicazione. Oggi, il libro, edito dal fermano Andrea Livi, è un doveroso omaggio di chi ha quotidianamente fatto giornalmente la radio, ma anche un ritorno al cuore, per non dimenticare.

L’evento ha visto in apertura la proiezione di un videomessaggio del noto attore e regista Neri Marcorè, che da adolescente ha mosso i primi passi proprio a Radio Aut. Introdotti da Pasquale Girotti, hanno preso la parola Fabio Guardabassi, figlio del compianto co-fondatore della radio, ed altri collaboratori storici, tra cui Michela Meconi, Rosanna e Veronica Luciani, e Maurizio Boldrini, direttore del minimo teatro di Macerata.

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