La ‘rivelazione’ durante una Festa dell’Unità nel 2019 e poi, da quel momento, una certezza: Fermo andava verso un’amministrazione di centrodestra ‘mascherata’. In questa intervista, Paolo Nicolai, figura storica del Pd fermano e attuale consigliere comunale di minoranza, entra nel merito, senza giri di parole, del futuro di Fermo. Dal possibile asse Scarfini–centrodestra al commissariamento del PD provinciale, fino alla nuova fase che si potrebbe aprire per il centrosinistra fermano. Perché, al netto delle formule e delle etichette, la prossima sfida elettorale di maggio sembra essere sempre più una scelta netta tra due visioni politiche differenti e questa volta, ambiguità, non ce ne saranno.
Dalle ripetute uscite di Calcinaro sui social è evidente l’intento di screditare il centro sinistra. Un modo per spianare la strada ad un progetto alternativo di civici e centro destra con Scarfini sindaco? Magari un’alleanza da ballottaggio?
Calcinaro sta a destra e non ci sono discussioni, governa con loro da anni, ed è uno degli assessori più importanti di una regione diretta espressione della Meloni con Acquaroli e Fratelli d’Italia.
I partiti civici fermani di maggioranza, in primis Piazza Pulita e Non Mi Fermo, dichiarano di non voler avere legami con la destra. Ma il loro riferimento politico è lo stesso sindaco che oggi, da assessore regionale alla sanità, quei legami li ha stretti. Se il civismo nasce per superare gli schieramenti, il fatto che l’esperienza amministrativa fermana sia finita dentro un perimetro politico chiaramente collocato, rappresenta una contraddizione sostenibile in vista della prossima tornata elettorale?
E’ una pantomima stucchevole. Le cose sono due: se i partiti di destra non avranno diretta alleanza con i ‘civici’ di Scarfini, è solo perchè nel Fermano i vertici nazionali e regionali di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega hanno deciso di lasciare spazio a Calcinaro e di dargli la leadership del centro destra sacrificando i loro. Oppure andranno insieme, con buona pace di qualche “pasionario” civico che ancora non ha capito o vuole far finta di non capire da che parte sta.
Il PD provinciale è stato commissariato. È il segnale di un partito che non ha saputo governare le proprie divisioni interne o l’occasione per azzerare le spaccature e ripartire davvero?
Non faccio parte degli organismi dirigenti del PD provinciale da quasi tre anni ma, da quello che so, si era di fronte ad un imminente punto di caduta prima dei congressi di maggio-giugno. Quindi il nazionale, credo, avrebbe dovuto fare qualche chiamata in più per evitare un’immagine di divisione fin troppo forzata. Se poi, hanno contattato chi del nostro territorio ricopre ruoli o incarichi a livello nazionale, io non lo so. Bisognerebbe chiederlo a loro e cosa eventualmente hanno risposto.
Si ma affidare la guida del PD della provincia fermana a una figura esterna al territorio è una scelta di rilancio o la certificazione di una classe dirigente locale incapace di trovare una sintesi autonoma?
Ripeto, il Pd fermano da quello che so non è ne più ne meno diviso che in altre parti, c’era una vacatio di governance per via delle dimissioni del segretario ma si stava riconvocando in accordo con il regionale. Quello che è successo è un pò amplificato, perché fra qualche mese ci sono i congressi. Spero solo che adesso quelli che si sono visti passare sopra o hanno avallato simile scelta con il nazionale non ci vengano a dire la messa.

E’ anche vero che l’opposizione di Fermo, è stata molto clemente con Calcinaro sindaco, speravate scegliesse l’allenza con il centro sinistra regionale visto il suo ‘pacchetto voti’?
Questa è una storia narrata che ha poco fondamento. Io stesso sono stato uno dei consiglieri che ha depositato più ordini del giorno ed interrogazione dell’emiciclo, probabilmente anche colui che è uscito di più a mezzo stampa. Ho tuonato per anni anche prima delle regionali contro la svolta a destra di Calcinaro. Con Interlenghi e la coalizione di Fermo Futura siamo l’unica compagine ad essere rimasta unita e non abbiamo fatto sconti su ogni tema. Tanto è vero che sulla movimentata campagna social dell’ex Sindaco gli strali contro un’opposizione a suo dire dura del PD non sono mancati. Io dico che abbiamo fatto un opposizione seria, per il bene della Città. Senza avvelenare i pozzi ma senza paura.
Per il PD comunale di Fermo invece la situazione è diversa e si punta su Dorotea Vitali, sarà la nuova generazione di giovani a porre le basi per la scelta del candidato sindaco o sindaca?
Si, però non ne farei solo una questione generazionale. Il centro sinistra deve aver bisogno di tutti e deve saper rispettare le proprie differenze interne e tra alleati, solo così si potrà costruire un’alternativa complessiva e credibile di Governo. In Città e non solo. La scelta del candidato Sindaco o Sindaca dovrà essere serena tra le parti e poi tutti insieme con entusiasmo come da programma.
Se il civismo si è progressivamente spostato verso il centrodestra, il PD è pronto a dire con chiarezza che a Fermo la prossima sfida sarà tra due visioni politiche nette? O teme che una polarizzazione esplicita possa indebolirlo?
Credo che le differenze di campo vadano evidenziate con determinazione senza paura, ovvio che come già detto non esiste più un civismo laico.
Calcinaro era esponente dei DS e della sinistra fermana e convinto oppositore dei partiti di cui oggi è alleato (vedi le battaglie da consigliere comunale contro il centro destra dell’allora sindaco Di Ruscio). Avete condiviso un percorso. Quando hai capito che la strada con Calcinaro non era più la stessa?
Io personalmente l’ho capito apertamente in un confronto pubblico avuto con lui ad una festa de l’Unità nel 2019, poi confermato alle ultime amministrative del 2020, da lì avevo già detto in chiusura di campagna elettorale che il civismo era finito e si andava verso un amministrazione di centro destra mascherata. Una brutta ipocrisia per l’elettorato. Era talmente chiaro che già da allora FdI e FI non avevano piazzato liste e simboli nella tornata elettorale, ovviamente perché si sentivano già rappresentati da Calcinaro. Non dimentichiamo che alle provinciali del 2021 lui è stato fondamentale per dare l’ente per la prima volta al cdx. Non credo che possano esserci più dubbi.